Comunicato stampa A.M.C.I. | 23 ottobre 2017

A.M.C.I.
Associazione Medici Cattolici Italiani
Sezione di Milano

COMUNICATO STAMPA

 “Ogni giorno la nostra pratica professionale e la cronaca ci impongono una riflessione al riguardo del tema dell’accompagnamento delle persone che portano gravi disabilità intellettive e motorie o che si trovano a vivere la fase di terminale di una malattia inguaribile. Il tema richiama tutto il nostro impegno con uno sguardo antropologico globale nella complessità di queste condizioni.”

“I Medici Cattolici di Milano temono che nell’attuale civiltà ipertecnologica la crescente spettacolarizzazione e superficialità nel campo della comunicazione possano presentare una grave riduzione dei reali avvenimenti con un approccio inadeguato all’ampiezza e alla profondità dei temi umani e spirituali in gioco, col rischio di produrre assuefazione e indifferenza.

I Medici Cattolici di Milano dunque, riaffermano l’importanza propria della umana  corporeità e sollecitano un dialogo onesto fra tutte le persone di buona volontà, credenti e non credenti, non arroccato in posizioni ideologiche, nel rispetto di una dignità umana universale che nelle condizioni di fragilità, dipendenza e malattia inguaribile si dimostra in modo inequivocabile e non merita di  essere oltraggiata e svilita. La dignità infatti è valore  che appartiene all’essere umano in quanto tale, indipendentemente da ruoli, progetti e condizioni.

I testi in discussione della legge sulle DAT, frutto di un compromesso tra forze differenti, propongono una risposta tecnico-procedurale per rimediare a un decadimento della relazione di cura e a una competenza umana debole.   Al contrario la grande ricchezza dell’uomo vivo, anche nei momenti della sua fragilità estrema,  va riscoperta, e concretamente praticata nell’azione professionale, riaffermando il dovere di un accompagnamento non solo terapeutico ma antropologico.

Ma come custodire il valore della vita e delle sue espressioni nelle fasi di criticità della disabilità estrema e della malattia inguaribile se questa dignità non è nel tempo dell’intera vita riconosciuta, rispettata ed esercitata nella quotidianità e nella comunità?

Come ritrovare una sapienza contemporanea, un sapere pratico, che abbracci tutto l’umano contro la cultura dello scarto e dell’abbandono? Come ripensare la professione medica e la nuova grammatica delle cure di fronte ai nuovi scenari di cronicità e di regolamentazione dell’assistenza sanitaria?

La questione che ci troviamo di fronte è quindi fondamentale per la nostra civiltà e la vita di ognuno di noi, per riprendere coscienza della comune appartenenza umana. Essa richiede capacità di giudizio e responsabilità personali perché solleva l’interrogativo radicale su senso e significato del vivere e sul riconoscimento del limite come condizione della libertà e della stessa vita. Un limite non solo come fine, termine ultimo, ma anche come confine-soglia che si apre alla libertà e alla speranza e dunque alla possibilità di un nuovo inizio. Un’iniziativa che Papa Francesco ci sollecita a riprendere da credenti con serietà, creatività e coraggio”

“L’AMCI di Milano si propone di riprendere prossimamente alcune delle questioni qui solo elencate con interventi più specifici, analitici e documentati”.

Milano, 23 ottobre 2017

 

Alberto Cozzi Presidente AMCI (Associazione Medici Cattolici Italiani) di Milano