Pensieri

Pensieri

E come vede la Chiesa cattolica dei nostri tempi? La risposta arriva ancora una volta tanto flebile come suono quanto netta e sicura come contenuto: «La vedo forte nei suoi ministri, debole nelle sue strutture. Poco capace di servire le esigenze del mondo di oggi». Perché? Da dove nasce questa debolezza? «In parte da una umanità poco sensibile sotto il profilo pastorale, in parte dal fatto che la Chiesa pensa troppo in termini politici. Pensa a come vincere, e dedicandosi a questo perde la capacità profetica. Inoltre la dottrina cattolica andrebbe vista, e spiegata, come qualcosa di gioioso, non come minaccia e paura. Faccio l’esempio del problema della comunione ai divorziati risposati, perché tanti mi scrivono in proposito. Ci vorrebbe spirito di apertura» (card. Martini, La parola e il dolore di Aldo Maria Valli – Europa 15 settembre 2011)
Devo dire una cosa semplicissima: quando intervengo faccio di tutto per farlo da credente e vescovo e parlo del Vangelo. Le reazioni non mi turbano. Io compio la mia missione (Card. Dionigi Tettamanzi)
L’ingratitudine – diceva il grande Cervantes nel don Chisciotte – è figlia della superbia.
Colui che vede l’infinito in ogni singola cosa, vede Dio. Colui che non vede che la loro presenza esteriore per la ragione, non vede che sé stesso (William Blake)
Se il buon Dio lo permette, non bisogna lamentarsi.
Quando non si desidera nulla, abbiamo sempre quello che è necessario. (Bernadetta vi parla, R.Laurentin, San Paolo 2008)
L’uomo sapiente sa quel che dice, mentre lo stupido dice quel che sa (aforisma giudaico).
Non rispondere allo stolto secondo la sua stoltezza per non divenire anche tu simile a lui (Prv26,4)
Impegnarsi a pensare bene: questo è il principio della morale (B.Pascal, Pensieri n.264).
Cerca di essere il portinaio del tuo cuore, non lasciare entrare nessun pensiero senza interrogarlo (E.Pontico, Massime).
Meglio la cattiveria di un uomo che la bontà di una donna (Siracide)
Aristotele – narra Diogene Laerzio – interrogato «su che cosa invecchia e muore presto», rispose lapidario: “La gratitudine”.
La società si divide in due classi: quelli che hanno più cibo che appetito e quelli che hanno più appetito che cibo. Non per nulla per i primi il problema è la dieta, mentre per gli altri è la fame. (Nicolas de Chamfort).
Ricercare ciò che unisce e tralasciare ciò che divide (Giovanni XXIII)

E come vede la Chiesa cattolica dei nostri tempi? La risposta arriva ancora una volta tanto flebile come suono quanto netta e sicura come contenuto: «La vedo forte nei suoi ministri, debole nelle sue strutture. Poco capace di servire le esigenze del mondo di oggi». Perché? Da dove nasce questa debolezza? «In parte da una umanità poco sensibile sotto il profilo pastorale, in parte dal fatto che la Chiesa pensa troppo in termini politici. Pensa a come vincere, e dedicandosi a questo perde la capacità profetica. Inoltre la dottrina cattolica andrebbe vista, e spiegata, come qualcosa di gioioso, non come minaccia e paura. Faccio l’esempio del problema della comunione ai divorziati risposati, perché tanti mi scrivono in proposito. Ci vorrebbe spirito di apertura» (card. Martini, La parola e il dolore di Aldo Maria Valli – Europa 15 settembre 2011)

Devo dire una cosa semplicissima: quando intervengo faccio di tutto per farlo da credente e vescovo e parlo del Vangelo. Le reazioni non mi turbano. Io compio la mia missione (Card. Dionigi Tettamanzi)

L’ingratitudine – diceva il grande Cervantes nel don Chisciotte – è figlia della superbia.

Colui che vede l’infinito in ogni singola cosa, vede Dio. Colui che non vede che la loro presenza esteriore per la ragione, non vede che sé stesso (William Blake)

Se il buon Dio lo permette, non bisogna lamentarsi.

Quando non si desidera nulla, abbiamo sempre quello che è necessario. (Bernadetta vi parla, R.Laurentin, San Paolo 2008)

L’uomo sapiente sa quel che dice, mentre lo stupido dice quel che sa (aforisma giudaico).

Non rispondere allo stolto secondo la sua stoltezza per non divenire anche tu simile a lui (Prv26,4)

Impegnarsi a pensare bene: questo è il principio della morale (B.Pascal, Pensieri n.264).

Cerca di essere il portinaio del tuo cuore, non lasciare entrare nessun pensiero senza interrogarlo (E.Pontico, Massime).

Meglio la cattiveria di un uomo che la bontà di una donna (Siracide)

Aristotele – narra Diogene Laerzio – interrogato «su che cosa invecchia e muore presto», rispose lapidario: “La gratitudine”.

La società si divide in due classi: quelli che hanno più cibo che appetito e quelli che hanno più appetito che cibo. Non per nulla per i primi il problema è la dieta, mentre per gli altri è la fame. (Nicolas de Chamfort).

Ricercare ciò che unisce e tralasciare ciò che divide (Giovanni XXIII)

Alcuni padri, come san Girolamo, sant’Agostino e sa Bernardo sono arrivati adire che “è meglio un incontinente umile che un vergine orgoglioso” (R.Cantalamessa, Verginità, Ancora 1988).

Porgete l’orecchio, voi dominatori di popoli, che siete orgogliosi di comandare su molte nazioni. Dal Signore vi fu dato il potere e l’autorità dall’Altissimo; egli esaminerà le vostre opere e scruterà i vostri propositi. Gli ultimi infatti meritano misericordia, ma i potenti saranno vagliati con rigore. Il Signore dell’universo non guarderà in faccia a nessuno, non avrà riguardi per la grandezza, perchè egli ha creato il piccolo e il grande e a tutti provvede in egual modo. Ma sui dominatori incombe un’indagine inflessibile (Sap 6,2-3.6-8).

In Italia, quando una cosa è di tutti, la res pubblica, non è di nessuno. Se non c’è un referente concreto, individuale o collettivo, l’italiano non pensa a nulla. E’ questo il motivo per cui gli italiani buttano il biglietto della metropolitana per terra, la lattina di Coca-Cola sul ciglio della strada e le immondizie in un luogo dove nessuno li vede (F. Alberoni, L’altruismo e la morale, Garzanti 1988)

Il ricorso al profilattico “nell’intenzione di diminuire il pericolo del contagio, può rappresentare tuttavia un primo passo sulla strada che conduce a una sessualità diversamente vissuta, più umana” (Benedetto XVI, Luce del mondo, 2010)

Soltanto se un uomo ha una fede robusta, può indulgere al lusso dello scetticismo (Nietzsche).

L’incontro tra credenti e non credenti avviene quando si lasciano alle spalle apologetiche feroci e dissacrazioni devastanti e si toglie la coltre grigia della superficialità e dell’indifferenza che seppellisce l’anelito profondo alla ricerca, e si rivelano, invece, le ragioni profonde della speranza del credente e dell’attesa dell’agnostico (G. Ravasi, “Nel Cortile dei Gentili si coltiva il fiore del dialogo” Oss.Rom 12/2/2011).

Soltanto negli atei sopravvive oggigiorno la passione del divino (G. Bufalino, 1987).

Il comunismo, con il quale la DC si misura ogni giorno, non è un fenomeno di proporzioni sovraumane; è però il mondo del lavoro in movimento, con una sua dinamica, un suo lievito, una sua notabilità morale, una sua giustizia, una sua libertà: è un’istanza o una speranza umana che non ha niente a che vedere con l’apparato marxistico (don Mazzolari, Rivoluzione cristiana, Bologna Edb, 1995).

Chiaro, preciso, urgente: schiodiamo i poveri dalla croce dell’economia capitalisitica (don Mazzolari, Rivoluzione cristiana, Bologna Edb, 1995).

Gli uomini e le donne del nostro tempo non sono più attratti dal vangelo di Gesù. Hanno semplicemente imparato a cavarsela senza Dio e senza Chiesa. Questo è l’inedito del nostro tempo in Occidente: non più il contro Dio dell’ateismo classico, ma il senza Dio di chi non ha più antenne per lui (A.Matteo. La prima generazione incredula, Rubbettino 2010).

Bisogna sempre chiedersi cosa, di quello che un tempo valeva come essenzialmente cristiano, sia stato in realtà solo espressione di una data epoca (Benedetto XVI, Luce del mondo, 2010).

Prossimo non è colui che ha già con me dei rapporti di sangue, di razza, di affari, di affinità psicologica. Prossimo divento io stesso nell’atto in cui, davanti a un uomo, anche davanti al forestiero e al nemico, decido di fare un passo che mi avvicina, mi “approssima” (C.M. Martini, Lettera pastorale “Farsi prossimo”)

Quando ti presenterai davanti all’Eterno, l’Eterno non ti chiederà perché non sei stato Mosè: Ti chiederà perché non sei stato te stesso (antico racconto ebraico).

Un po’ di filosofia inclina la mente dell’uomo all’ateismo; la profondità della filosofia lo avvicina alla religione (Bacone, Saggi)

È molto più facile essere un eroe che un galantuomo. Eroi si può essere una volta tanto; galantuomini si dev’essere sempre». (Pirandello, Il piacere dell’onestà).

Una nazione si corrompe, quando si corrompe il suo linguaggio (Octavio Paz, Nobel 1990).

Signore, fammi impegnare nelle cose che posso modificare; fammi accettare quelle che non posso cambiare e dammi il buon senso per distinguere le prime dalle seconde (Tommaso Moro)

Tommaso Moro: Dio aiutami ad avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare, di sopportare le cose che non posso cambiare ma soprattutto dammi l’intelligenza per capire la differenza.

Dio non ha mai detto: amerai il prossimo tuo come te stesso, eccetto i comunisti (Madeleine Delbrel)

Dio ha creato la Verità con molte porte, per accogliere ogni credente che bussi (Khalil Gibran)

Ognuno pensa a qualche cosa e subito dopo pensa a un’altra cosa: Io non posso pensare ad altro, io penso tutta la vita alla stessa cosa. Dio mi ha tormentato tutta la vita (F. Dostoevskij, I demoni).

Soltanto i bambini pestano i piedi, strillano per rifiutare la realtà e dicono che è colpa della strega. Agli adulti non è consentito. (Pier Luigi Bersani, 14 dicembre 2010).

Ho cercato di comprendere, non di condannare (Erik Peterson).

“Sacro” e “laico” non sono antitetici, pur essendo in radice differenti. Sbaglia il “sacralismo” clericale quando sogna di “consacrare” il profano ritenendolo in sè negativo, cancellandone l’identità, così come è in errore il “laicismo” secolaristico quando programma l’eliminazione di ogni segno religioso nell’areopago della società come presenza illegittima e indegna e disdegna ogni monito spirituale e morale, considerandolo come un’interferenza inaccettabile ((G. Ravasi, Il Sole 24 ore 6/02/2011)

Il sacro autentico non si oppone né vuole elidere il profano, ma lo chiama a dialogo, lo interpella e ne è interpellato, lo feconda rispettandone le competenze, lo provoca sui valori fondanti e permanenti dell’etica. Interrogarsi reciprocamente scoprendo il terreno di condivisone è il dialogo necessario che allontana il rigetto o la “con-fusione” (G. Ravasi, Il Sole 24 ore 6/02/2011).

L’uomo si distrugge con la politica senza principi etici, con la ricchezza senza lavoro, con l’intelligenza senza il carattere, con gli affari senza morale, con la scienza senza umanità, con la religione senza la fede, con la solidarietà senza il sacrificio di sé (Gandhi)

Nessuna opportunità più grande, responsabilità più grande, ed impegno più grande può ricadere sulle spalle di un uomo come quella di decidere di fare il medico. La professione medica richiede competenza tecnica, conoscenza scientifica e comprensione umana. Colui che userà queste armi con umiltà, intelligenza e saggezza renderà un servizio unico al suo fratello uomo e costruirà in se stesso un carattere duraturo. Un medico non può chiedere al proprio destino nulla più di questo, né accontentarsi di niente di meno. (Harrison’s Principles of Internal Medicine, 1st Edition, 1950)

Le risposte sono capaci di darle tutti, a fare le vere domande ci vuole un genio (Oscar Wilde).

Il sole illumina tutto, anche le latrine, ma non si lascia contaminare (anonimo).

L’uomo sapiente sa quel che dice, mentre lo stupido dice quel che sa (aforisma giudaico).

L’ingegno di un uomo si giudica meglio dalla sue domande che dalle sue risposte (Duca di Lèvis, Massime , precetti e riflessioni).

Le scimmie sono troppo buone perché gli uomini discendano da loro (Nietzsche).

Nell’intimo della coscienza l’uomo scopre una legge che non è lui a darsi, ma alla quale invece deve obbedire e la cui voce lo chiama sempre ad amare e a fare il bene e a fuggire il male……obbedire ad essa è la dignità stessa dell’uomo (Concilio Vaticano II).

L’uomo che non conosce il proprio passato è condannato a ripeterlo (il filosofo Santayana).

Ciò che sei risuona così forte che non riesco a sentire cosa dici (detto anonimo)

I fedeli vivano in strettissima unione con gli uomini del loro tempo, e si sforzino di penetrare perfettamente il loro modo di pensare e di sentire, di cui la cultura è espressione. Sappiano armonizzare la conoscenza delle nuove scienze, delle nuove dottrine e delle più recenti scoperte con la morale e il pensiero cristiani, affinchè la pratica della religione e l’onestà procedano in essi di pari passo con la conoscenza scientifica e con il continuo progresso della tecnica (N.62 Gaudium et Spes)

La Costituzione è una regola che un popolo si dà quando è sobrio per rispettarla quando è ubriaco (Gustavo Zagrebelsky).

Non posso sopportare che nella Chiesa si insinui l’idea che il mio stato è “speciale”, una specie di perfezione. No, la perfezione è nella carità, non nel celibato. Quanti sposi ho incontrato più ricchi  di me nell’amore, nel dono di sé, nella preghiera, nell’unione con Dio. E’ un brutto tabù del passato giudicare gli uomini dal loro stato civile e non guardare ciò che conta: la fede, la speranza, la carità (Carlo Carretto)

Scienza e religione non sono in contrasto, ma hanno bisogno una dell’altra per completarsi nella mente di un uomo che pensa seriamente” (Max Plank, Conoscenza del mondo fisico).

La scienza senza la religione è zoppa e la religione senza la scienza è cieca (Albert Einstein).

Il regime parlamentare non è quello dove la maggioranza ha sempre ragione, ma quello dove sempre hanno diritto di essere discusse le ragioni della minoranza (Piero Calamandrei).

Il mondo della ragione e il mondo della fede –il mondo della secolarità razionale e il mondo del credo religioso- hanno bisogno l’uno dell’altro e non dovrebbero avere timore di entrare in un profondo e continuo dialogo, per il bene della nostra civiltà (Benedetto XVI, visita a Londra 2010).

Dio è il più grande progetto di donazione di senso al mondo e a ciascuno di noi, una costruzione culturale torreggiante che alimenta l’arte, la filosofia e l’esistenza di ciascuno, anche di chi “non crede” – o meglio, che crede in altre cose (R.Bodei).

Colui che cerca in amore le gioie della forma fugace, riempie le mani di fronde o coglie frutti amari (Card. Maffeo Barberini, futuro papa Urbano VIII).

Quelli populi che sono più propinqui alla chiesa romana, capo della religione nostra, hanno meno religione (Macchiavelli).

Privata della gratuità, la medicina rischierebbe di perdere la propria anima. E’ il rischio, peraltro non così raro, di “curare” senza “prendersi cura” (D.Tettamanzi, Per una medicina dell’accoglienza, Agg. Sociali 2010)

Se Dio avesse voluto, avrebbe fatto di voi una comunità unica, ma non ha fatto questo per provarvi in quello che vi ha dato. Gareggiate, dunque, nelle opere buone perché tutti a Dio ritornerete e allora egli vi informerà di quelle cose per le quali ora siete in discordia (Corano 5, 46-48).

A Lourdes avevo una forte aridità, ma ne sono tornata con tanta fede e umiltà. Ci vuole umiltà, cioè riconoscersi poveri, per chiedere e per riconoscere la Verità (B. Bianchi Porro, Scritti completi, San Paolo 2006)

E’ dolce sentire la bontà degli uomini: è come se si gustasse in anticipo un intimo abbraccio col Signore (B. Bianchi Porro, L’Oftal di Milano, Ancora 2009).

Iddio non sa che farsene di questa caterva di politicanti in seta e velluto che benevolmente hanno preteso di trattare il cristianesimo e di servire Iddio servendo a se stessi. No, dei politicanti Iddio se ne strafischia (Kierkegaard).

Ci vuole una vita per imparare a vivere e, ciò che forse ti stupirà di più, ci vuole tutta una vita per imparare a morire (Lucio Anneo Catone).

La libertà di cui parlo è la libertà di dir corna del prossimo e del governo e massimamente di questo, nei giornali e sulle piazze; salvo poi a pagare il fio, con adeguate pene in denaro o anni di carcere, delle proprie calunnie ed ingiurie ( Luigi Einaudi, Corriere della sera 13 Aprile 1948)

Nella società attuale non c’è più un solo Dio che proclama l’unicità dei valori morali, ma un pantheon di dèi che emettono oracoli diversi, creando inesorabilmente conflitti etici, proprio a causa della pluralità dei legislatori, delle leggi e dei codici di riferimento. Le stesse sfere sociali- dalla politica all’economia, dall’arte alla scienza, dalla famiglia alle associazioni, fino alle stesse religioni- non sottostanno più al “monoteismo”di una sorgente unitaria, ma ciascuna è retta da un suo dio e “il conflitto tra gli dèi che presiedono ai singoli ordinamenti e valori è inconciliabile”, anche se positiva è l’indipendenza degli statuti di ogni settore (Gianfranco Ravasi. Il Sole 24 ore, 29 Agosto 2010).

Io mi sono fatto trovare anche da quelli che non mi cercavano, mi sono manifestato anche a quelli che non mi invocavano (Romani, 10,20)

Dalla propria educazione cristiana, nutrita di convinzioni profonde, De Gasperi attinse un grande ideale di servizio e una dirittura morale a cui si mantenne sempre fedele nella vita privata e in quella pubblica (card. Re, Civiltà Cattolica 383-384, 2010).

Quanta sporcizia c’è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a Lui (Card. Ratzinger, marzo 2005)

Mi auguro profondamente l’avvento di una laicità positiva, cioè di una laicità che, pur vegliando alla libertà di pensare, a quella di credere o non credere, non considera che le religioni sono un pericolo, ma piuttosto un punto a favore (N. Sarkozy, in occasione della visita di Benedetto XVI in Francia nel Settembre 2008).

La morte è un problema per l’individuo, ma non per la persona. Ognuno di noi, nella propria individualità, è una goccia d’acqua. Cosa capita ad una goccia d’acqua quando, secondo una tradizione che è transculturale, cade nel mare e sparisce come goccia?. La goccia d’acqua sparisce, ma all’acqua della goccia non succede niente. Si unisce a tutto il mare, a tutto il divino, ma non perde la sua vera natura (Raimon Panikkar, The Rhythm of Being)

Posso ben concepire un uomo senza mani, piedi, testa, perché solo l’esperienza ci insegna che la testa è più necessaria dei piedi. Ma non posso concepire l’uomo senza pensiero. Sarebbe una pietra o un bruto (B. Pascal, Pensieri 102)

Poiché il denaro, in quanto concetto esistente e attuale del valore, confonde e scambia tutte le cose, esso costituisce la generale confusione e inversione di ogni cosa, dunque il mondo sovvertito, la confusione e inversione di tutte le qualità naturali e umane (K.Marx, Manoscritti economico-filosofici del 1844, Einaudi 1968)

Dio è più rigoroso degli uomini, ma più indulgente (A. Manzoni, I Promessi Sposi, cap. XXXV).

Diciamocelo francamente: se non è per una particolare vocazione e per il desiderio gratuito di “servire”, per cos’altro un cristiano si mette a disposizione degli altri in politica? Per interesse? Per prestigio? Per sete di potere? ((D. Tettamanzi, Cristiani in politica, cit.22s).

Consegna ai tuoi figli un mondo che non sia rovinato. Fa che siano
radicati nella tradizione, soprattutto nella Bibbia. Leggila insieme a loro.
Abbi profonda fiducia nei giovani, essi risolveranno i problemi. Non
dimenticare di dare loro anche dei limiti. Impareranno a sopportare
difficoltà e ingiurie se per loro la giustizia conta più di ogni altra cosa.
(C.M. Martini,  Conversazioni notturne a Gerusalemme, Mondadori, 2008)

Al di sopra del Papa come espressione del diritto vincolante dell’autorità ecclesiastica sta ancora la coscienza individuale, a cui bisogna ubbidire prima di tutto, in caso di necessità anche contro la richiesta dell’autorità ecclesiastica (J. Ratzinger,1968).

L’uomo sa di essere miserabile. Egli è dunque miserabile, poiché lo è, ma dal momento in cui lo sa è davvero grande (B. Pascal, Pensieri 113).

Agisci in modo da trattare l’umanità, così nella tua persona come nella persona di ogni altro, sempre come un fine e mai semplicemente come un mezzo (Kant).

Si dovrebbe pensare più a far bene, che a star meglio: e così si finirebbe a star meglio ((A. Manzoni, I Promessi Sposi, cap. XXXVIII).

I nostri occhi non rinunciano a scrutare il segreto della vita senza capire che la vita è un giocattolo delicato e prezioso che và preso così: appena lo smonti per impadronirti del suo segreto, ti rimangono in mano dei pezzetti inutili e senza senso (E. Parazzoli, Il posto delle cornacchie. Nuovi appunti dal cuore della notte. Ares 2010).

La nostra presunzione è tale che vorremmo essere conosciuti dal mondo intero e anche da quelli che verranno quando non ci saremo più. Ma siamo così vani che la stima di cinque o sei persone attorno a noi ci fa piacere e ci soddisfa ((B. Pascal, Pensieri 111)

Da quando l’anima è andata in mano agli psicanalisti è diventata una veste che si allunga e si accorcia, si strappa e si rappezza (E. Parazzoli, Il posto delle cornacchie. Nuovi appunti dal cuore della notte. Ares 2010).

I morti sono più vicini dei vivi, sono più presenti di noi, non ci divide neanche un foglio di carta velina. Perché non c’è un di qua e un di là del mistero, c’è semplicemente una diversità di essere, che è molto diverso (D. Turoldo).

Non preoccuparti del fatto che la gente non ti conosca. Preoccupati piuttosto del fatto che forse non meriti di essere conosciuto (Confucio).

C’è una teologia che vuol essere soprattutto accademica e scientifica e dimentica la realtà vitale, la presenza di Dio tra di noi e fa passare Dio da soggetto a soggetto. C’è realmente questo abuso della teologia, che è arroganza della ragione e non nutre la fede, ma oscura la presenza di Dio nel mondo. Poi, c’è una teologia che vuole conoscere di più per amore dell’amato, è stimolata dall’amore e guidata dall’amore, vuole conoscere di più l’amato (Benedetto XVI, Omelia dell’11 Giugno 2010, a conclusione dell’Anno sacerdotale).

Vivere l’Eucaristia nel suo senso originario, nella sua vera profondità. È una scuola di vita, è la più sicura protezione contro ogni tentazione di clericalismo (Benedetto XVI, Omelia dell’11 Giugno 2010, a conclusione dell’Anno sacerdotale).

Per ogni ribaldo che inventa, ci sono, come ognun sa, delle migliaia di creduli che ripetono (A. Manzoni, La rivoluzione francese del 1789 e la rivoluzione italiana del 1859)

Non è il molto sapere che sazia e soddisfa l’anima, ma il sentire e gustare le cose interiormente (sant’Ignazio di Loyola, Esercizi Spirituali).

La felicità che l’uomo naturalmente desidera è una felicità temporale, una felicità materiale, e da essere sperimentata dai sensi o da questo nostro animo tal quale egli è presentemente e qual noi lo sentiamo; una felicità insomma di questa vita e di questa esistenza, non di un’altra vita e di una esistenza che noi sappiamo dover essere affatto da questa diversa, e non sappiamo in un modo concepire di che qualità sia per essere (G. Leopardi, Zibaldone)

La fama è come un fiume: porta a galla le cose leggere e gonfie e manda a fondo quelle pesanti e massiccie (Bacone).

Gran maestro è la sventura, maestro che sarebbe tanto utile ai potenti ed ai deboli, se le sue lezioni non fossero dimenticate al momento ch’egli depone la sferza, e s’egli potesse produrre un sol fatto per mille proponimenti ((A. Manzoni, Opere inedite o rare, III)

La solida saggezza consiste quasi interamente in due cose: conoscenza di Dio e conoscenza di noi stessi (Calvino)

La libertà di giudizio è la cosa più preziosa che abbiamo. Questa libertà vive e si nutre della conoscenza e comprensione dei fatti, scevra da pregiudizi e deformazioni, e della capacità di ascoltare e recepire le ragioni e motivazioni degli altri, per tenerne conto e cercare di includerle in un dialogo costruttivo, non certo per farsene paralizzare o condizionare passivamente. Forti di questa libertà, a volte bisogna avere il coraggio di essere inattuali, osare di aprire nuove strade, rompere schemi e pregiudizi consolidati, affrontare resistenze ancorate nei vizi passati. (Aggiornamenti Sociali 07-08, 2009).

Ascoltate i vostri pazienti ed essi vi forniranno la diagnosi (massima antica)

Ci sono preti che si comportano da altoparlanti di Gesù Cristo, mica solo con le parole, anche coi fatti. Altri invece hanno scelto la vita quieta, il tran tran: nessun nemico. Io dico: se un prete non ha nemici, non è un prete: Gesù crea una rottura tale che lo chiamano “segno di contraddizione”. (N. Revelli, scrittore cuneese testimone della Resistenza)

Cerca di fare tanto bene nella vita e  finirai anche a stare tanto bene. ( Don Carlo Gnocchi)

Quando avremo sondato l’Universo alla ricerca della nostra incapacità di dominarlo e di capirlo, dovremo ritornare al Poeta e concludere che a muovere il Sole e le altre stelle (a muoverle, ma non a spiegarle) è l’Amore. Allora la nostra fede non sarà più liberatrice, ma deduttiva, accettata per la nostra incapacità di andare oltre. Crederemo perché è evidente, non perché è assurdo (E. Flaiano, Diario degli errori)

Gesù torna sulla terra e continua a fare miracoli. “Un uomo condusse una figlia malata e gli disse: io non voglio che tu la guarisca ma che tu la ami. Gesù baciò quella ragazza e disse: In verità, quest’uomo ha chiesto ciò che io posso dare” (E. Flaiano, Diario degli errori).

Uno dei più gravi sintomi di degenerazione tanto in un uomo come in una società è l’esser contenti del suo stato morale, il non trovar nulla da togliere, nulla da perfezionare (A. Manzoni, Sulla morale cattolica, VI).

Wolfram Alpha è un motore computazionale di conoscenza. Alla domanda Does God exist? (Dio esiste?) risponde: “Mi dispiace, ma un povero motore computazionale di conoscenza, non importa quanto potente possa essere, non è in grado di fornire una risposta semplice a questa domanda”. Viceversa Google va a colpo sicuro fornendo centinaia di migliaia di risposte” (da Civ.Catt. 2010, II, pag. 261)

La politica ripeteva Alcide De Gasperi, è anzitutto pazienza, esige tempi lunghi di preparazione e deve essere fatta non pensando alla prossime elezioni ma alle nuove generazioni (O.L. Scalfaro in Oss. Romano, 26 Aprile 2009)

Credo che l’Occidente sia colpevole di sette grandi peccati: benessere senza lavoro; educazione senza morale; affari senza etica; piacere senza coscienza, politica senza principi; scienza senza responsabilità; società senza famiglia; e ne aggiungerei un altro:  fede senza sacrificio. Qual è la soluzione? Sostituire i “senza” con altrettanti “con”.   (Intervista a Mustafà Ceric, in il Sole 24 ore, 30 Agosto 2009, tratta dalla rivista Oasis)

Nel mondo secolarizzato è accaduto che la gente dimenticasse le risposte alle principali domande sulla vita. Ma il peggio è che sono state dimenticate anche le domande (C. Taylor, Perché torna il bisogno del sacro, in Corriere della sera, 15 Gennaio 2009)

Dubitare e credere sono la stessa cosa: solo l’indifferenza è atea (Eric-Emmanuel Schmitt Il Vangelo secondo Pilato, San Paolo, 2010)

L’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, o se ascolta i maestri lo fa perché essi sono dei testimoni” (Paolo VI, Evangelii Nuntiandi, n.41).

Baldassarre: “Una vita nuova sta per innalzarsi verso il cielo come una grande pila di bronzo e tu avresti cuore di impedire ciò. Il Cristo è nato per tutti i bambini del mondo, Bariona, ed ogni volta che un bambino sta per nascere, il Cristo nascerà in lui e per lui, eternamente per farsi schernire con lui da tutti i dolori e per sfuggire in lui e per lui da tutti i dolori eterni. Viene a dire ai ciechi, ai disoccupati, ai mutilati e ai prigionieri di guerra: non dovete astenervi dal far nascere dei bambini. Poiché persino per i ciechi e per i disoccupati e per i prigionieri di guerra e per i mutilati, c’è della gioia” (J.P. Sartre, Bariona o il figlio del tuono, Racconto di Natale per cristiani e non credenti, Christian Marinotti Ed, 2004)

Fino alla consumazione dei secoli vi saranno intorno alla croce lo stesso tumulto, lo stesso fermento d’insulti e di scherni, soprattutto la stessa indifferenza di Pilato, lo stesso colpo di lancia nel Cuore di Cristo inferto da una mano qualunque; ma vi saranno anche la stessa supplica del ladrone pentito, le stesse lacrime della Maddalena; e dinanzi al Cristo agonizzante l’atto di fede del centurione pentito e l’amore silenzioso del discepolo prediletto. A ciascuno di noi conoscere la parte che vuole fare in questo dramma eterno. A nessuno è concesso di non prendervi parte. Rifiutare di scegliere vuol dire aver già scelto (F.Mauriac, Parole ai credenti, Morcelliana 1962)

E’ necessario prestare un sincero ascolto alle nuove generazioni “perché è spesso proprio al più giovane che il Signore rivela la soluzione migliore” (Regola di San Benedetto)

Perché ci sia pedofilia sono necessarie due condizioni, una profonda perversione e un potere. Questo vuol dire che ogni sistema chiuso, idealizzato, sacralizzato è un pericolo. Quando una istituzione, compresa la Chiesa, si pone al di fuori del diritto comune, si ritiene in posizione di forza, le derive finanziarie e sessuali diventano possibili (A. Rouet, arcivescovo di Poitiers, in Aggiornamenti Sociali 2010, 485-490)

La Chiesa deve appoggiarsi sul clero o sui battezzati? Per conto mio, penso che occorra dare fiducia ai laici e smetterla di funzionare sulla base di una organizzazione medioevale…Oggi, si constata un certo gelo della parola. Oramai, il minimo interrogativo sull’esegesi o sulla morale viene giudicato blasfemo. Interrogarsi non è più ritenuto una cosa ovvia, ed è un peccato”  (A. Rouet, arcivescovo di Poitiers, in Aggiornamenti Sociali 2010, 485-490).

La fede crazionista non aggiunge nulla al sapere disponibile, che le scienze hanno così profondamente arricchito; essa non offre informazioni scientifiche, ma regala all’uomo un sapere utile per orientarsi (Hans Kung, L’inizio di tutte le cose, Rizzoli 2006).

Avevo bisogno di Dio, mi fu dato, lo ricevetti senza capire che lo cercavo. Non potendo attecchire nel mio cuore, egli ha vegetato in me, poi, è morto. Oggi quando mi si parla di Lui, dico con quel tanto di divertito senza una punta di rimpianto con cui un vecchio vagheggino si rivolge ad un vecchia fiamma incontrata per caso: “Cinquant’anni fa, senza quel malinteso, senza quell’errore, senza quell’incidente che ci separò, avrebbe potuto esserci qualcosa tra di noi” (J.P. Sartre, Le mots 1964).

Avevo bisogno di un Creatore e mi davano un gran Padrone: i due non erano che una sola persona, ma non lo sapevo: servivo l’Idolo fariseo e la dottrina ufficiale mi toglieva il gusto di cercare una fede mia ((J.P. Sartre, Le mots 1964).